Matti per il Calcio, Quando lo Sport Diventa Metodo di Cura

Quando si parla di calcio si pensa soprattutto ai propri idoli e alla propria squadra del cuore senza intenderlo come sport praticato e ai relativi benefici che ne può portare a seguito. L’Unione italiana sport per tutti ( UISP ) assieme con le ASL ha deciso di utilizzare il calcio proprio come sport e terapia per persone con disagio mentale.

Il calcio come si sa è uno sport di squadra dove una volta in campo ci si conosce e si diventa un corpo unico sudando e gioendo per lo stesso obiettivo. Con questi principi l’UISP ha istituito nel 2007 “ Matti per il Calcio”, un torneo nazionale di calcio a sette con squadre miste di persone affette da  disagio mentale, operatori e medici dei Centri e dei Dipartimenti di Salute Mentale. Il torneo oltre che portare benefici dal punto di vista fisico porta interessanti riscontri anche dal punto di vista socio-relazionale consentendo così di fornire un dialogo fra persone più o meno fortunate che nella quotidianità  per indifferenza purtroppo non sempre avviene.

“Ad esempio Pierluigi, 37 anni, centrocampista dell’Airone di Pescara, era irascibile e si scontrava anche con gli operatori. Oggi si è aperto agli altri e racconta: «La malattia mentale ti isola e ti fa pensare soltanto ai tuoi problemi. Grazie al calcio faccio parte di una squadra e condivido con i miei compagni i problemi comuni». Claudio di Parma passava da un ricovero all’altro: grazie a «Matti per il calcio» da due anni ha ripreso a lavorare, sta ristrutturando il suo appartamento e guida il pullmino della sua squadra “Va Pensiero”. Alex è di Genova, ha vent’anni, è un violinista e progressivamente si era rinchiuso in se stesso: il calcio lo ha pian piano tirato fuori dal guscio e gioca due volte a settimana. Anche Andrea è di Genova, è il centravanti di “Insieme per sport”, ha vissuto molti anni nascondendosi anche ai suoi stessi familiari. Oggi ha trovato un equilibrio migliore e durante le partite anche la famiglia lo segue.”

Nell’ultima edizione appena conclusa di Matti per il Calcio, dopo tre giorni di partite, c’è stata una presenza di 22 squadre scese in campo e 400 giocatori coinvolti tra disabili e non.

Ma, quanto conta il risultato in queste manifestazioni sportive? «Il calcio sociale è per tutti e afferma un valore: lo sport è uno strumento, non un fine – dice Filippo Fossati, presidente nazionale Uisp – ancora una volta abbiamo avuto la dimostrazione di quanto sia importante costruire occasioni di inclusione e partecipazione attraverso lo sport. Diamo appuntamento al prossimo anno, visto il successo di questa edizione. Le squadre delle Asl di tutta Italia che hanno partecipato a Matti per il calcio torneranno nelle proprie città dove, insieme all’Uisp riprenderanno questa attività che dura tutto l’anno. Questa è la forza di progetti sociali come questo».

19/09/12 6:44 PM , da admin