Lei orfana, lui con paralisi cerebrale: un amore che commuove il web

Il successo del corto animato Cuerdas, storia di amicizia tra Maria, una bambina che si trova in orfanotrofio, e il nuovo compagno di classe affetto da paralisi cerebrale (Nicolàs), non si è fermato al premio Goya ricevuto lo scorso mese dal creatore Pedro Solis. Il regista e sceneggiatore di Guadalajara, Spagna, e il suo team, infatti, stanno continuando a ricevere messaggi di affetto e di ringraziamento da tutto il mondo. Segno che l’opera ha colpito al cuore migliaia di persone che conoscono da vicino la durissima quotidianità dei bambini affetti da paralisi cerebrale e delle loro famiglie. Inclusa quella dello stesso regista Solis.

“Il bambino è mio figlio, la sedia è quella di mio figlio. Sono le sue piccole mani, i denti rotti dai farmaci” ha dichiarato dal palco dove era appena stato premiato con il Goya 2014. “Oggi Nicolàs sta bene, siamo stati a casa, perché quando non dormiamo a casa, siamo in ospedale” ha raccontato Solis alla platea, dedicando il premio ai due figli e alla moglie Lola.

Nicolàs Solis, 9 anni, non ha avuto abbastanza ossigeno alla nascita: per questo è affetto da una paralisi cerebrale che lo rende invalido all’81 per cento. Di lui si è preso cura fin dall’inizio la sorella più grande, Alessandra, oggi 16 anni, che non ha mai smesso di cercare modi di giocare con lui per incoraggiarlo, riuscendo a instaurare un legame speciale, proprio come fa Maria nel corto animato. A loro il regista e sceneggiatore si è ispirato per raccontare in 10 minuti questa toccante storia di fratellanza.

Dall’India agli Stati Uniti, Cuerdas è stato selezionato ai festival cinematografici più prestigiosi. Ed è diventato virale, condiviso in rete da migliaia di persone, pur contro la volontà del regista: la pubblicazione in rete, infatti, potrebbe escludere il corto dai festival. Ma il corto non si ferma qui. “Stiamo lavorando – si legge sul sito ufficiale del corto – per raggiungere tutti gli angoli del mondo: centri culturali, scuole”. E il regista, che già aveva ricevuto un Goya nel 2011 per il suo primo corto da regista e sceneggiatore, The Bruxa, ammette soddisfatto: “Il corto è proprio dove volevo che fosse, sta raggiungendo i bambini, le scuole, fa un lavoro istruttivo”.

Fonte: west-info.eu

7/04/14 5:08 PM , da admin