Con la stimolazione elettrica nel midollo spinale 4 uomini paralizzati tornano a muovere le gambe (Video)

Eccezionali risultati di una terapia che prevede la stimolazione epidurale del midollo spinale, che ha permesso a quattro persone costrette sulla sedia a rotelle di muovere volontariamente le gambe paralizzate

Quattro persone paraplegiche, ossia con le gambe paralizzate, sono riuscite a muovere volontariamente parte degli arti inferiori grazie a una stimolazione epidurale del midollo spinale per mezzo di impulsi elettrici. L’eccezionale esperimento è stato possibile grazie a uno studio pubblicato sulla rivista Brain e condotto dai ricercatori dell’Università di Louisville, l’UCLA, l’Istituto di Fisiologia Pavlov e finanziato in parte dalla Fondazione Christopher e Dana Reeve e il National Institutes of Health.

Tutti e quattro i partecipanti erano stati classificati come affetti da complete e croniche lesioni del midollo spinale, per questo motivo non erano in grado di muovere gli arti inferiori.
La nuova ricerca si è basata su un precedente e primo studio pubblicato nel maggio 2011 nella rivista The Lancet. Questo precedente studio aveva valutato gli effetti della stimolazione epidurale nei confronti di uno dei partecipanti anche a questo nuovo studio, che aveva recuperato una serie di funzioni motorie come risultato dell’intervento.
Il trattamento epidurale sfrutta uno stimolatore che eroga una corrente elettrica continua nei nervi spinali inferiori, imitando i segnali che il cervello trasmette normalmente per avviare il movimento.

I partecipanti allo studio erano rimasti paralizzati agli arti inferiori a seguito di incidenti d’auto o moto. Per loro, la diagnosi era dunque di non poter più muovere le gambe volontariamente. Con questo studio però si è potuta ridare una speranza, dato che subito dopo essere stati oggetto d’impianto e attivazione dello stimolatore sono stati in grado di eseguire dei movimenti volontari.
I risultati e i tempi di recupero sono stati inaspettati, e i ricercatori hanno ipotizzato che alcuni percorsi nervali post-infortunio potrebbero essere rimasti intatti e pertanto in grado di facilitare i movimenti volontari.

«Due dei quattro soggetti sono stati diagnosticati con un danno sensoriale e motorio completo, senza possibilità di recupero – ha sottolineato la dott.ssa Claudia Angeli, ricercatore senior del Centro di Ricerca Locomozione Umana al Frazier Rehab Institute e professore presso l’Università di Louisville di Kentucky Spinal Cord Injury Research Center (KSCIRC) – Grazie alla stimolazione epidurale, ora possono muovere volontariamente i loro fianchi, caviglie e piedi. Questa è un’innovazione per l’intero settore e offre la nuova prospettiva che il midollo spinale, anche dopo un grave infortunio, ha un grande potenziale per il recupero funzionale».

Nello specifico, spiegano i ricercatori nel comunicato, la stimolazione epidurale prevede che la corrente elettrica sia applicata a frequenze e intensità diverse in distinte zone del midollo spinale lombosacrale, corrispondente ai fasci densi neurali che controllano gran parte il movimento di fianchi, ginocchia, caviglie e piedi. Una volta che il segnale è stato attivato, il midollo spinale riattiva la rete neurale per controllare i movimenti muscolari diretti.
Uno dei vantaggi è che quando si accoppia l’intervento epidurale con la terapia riabilitativa, l’impatto della stimolazione risulta intensificato, e i soggetti riescono ad attivare i movimenti con meno stimolazione, dimostrando la capacità della rete spinale di imparare e migliorare le funzioni nervose.

«Abbiamo scoperto una radicale nuova strategia di intervento che può influenzare notevolmente il recupero del movimento volontario in individui con paralisi completa, anche anni dopo la lesione», ha spiegato Susan Harkema dell’Università di Louisville, professore di riabilitazione e direttore di ricerca presso il KSCIRC, Frazier Rehab Institute.

Lo studio dimostra che le lesioni al midollo spinale, in certi casi, possono essere reversibili. Ma non solo, perché al di là del riacquistare il movimento volontario, i partecipanti alla ricerca hanno mostrato un bel po’ di miglioramenti nel loro stato generale di salute: tra questi un aumento della massa muscolare e la regolazione della pressione arteriosa, nonché una riduzione dello stato di affaticamento, significativi miglioramenti nel benessere e la possibilità di sopportare il peso in modo indipendente.

«Questa ricerca porta in primo piano un numero incredibile di possibilità per come possiamo sviluppare interventi che aiuteranno le persone a recuperare il movimento che hanno perso – ha dichiarato Reggie Edgerton, professore di Biologia Integrativa e Fisiologia, Neurobiologia e Neurochirurgia presso la UCLA e coautore della ricerca – Il circuito nel midollo spinale è straordinariamente resistente.Una volta che lo si risveglia e lo si attiva, molti sistemi fisiologici attivi, che sono strettamente collegati e che erano dormienti, tornano in funzione».

«Con questo studio – aggiunge Susan Howley, vice presidente esecutivo per la ricerca presso la Fondazione Reeve – i ricercatori dimostrano che i loro risultati sulla riconquista del paziente di un movimento motorio completo, pubblicati tre anni fa in The Lancet, non erano un’anomalia. Al momento attuale, al di là delle cure mediche standard, non ci sono trattamenti efficaci basati su evidenze per le lesioni croniche del midollo spinale. Tuttavia, le implicazioni di questo studio per l’intero campo sono molto profonde, e possiamo ora immaginare il giorno in cui la stimolazione epidurale potrebbe essere parte di un cocktail di terapie usate per trattare la paralisi».

Per maggiori informazioni sulla Fondazione Reeve, visitare il sito: www.christopherreeve.org/epi.

Fonte: lastampa.it

9/04/14 7:38 PM , da admin