Al via le Paralimpiadi invernali più “fredde” della storia

Nell’antichità si chiamava tregua olimpica, traslitterato dal Greco antico “le mani ferme”. Pare, tuttavia, che i Giochi Paralimpici invernali poco potranno nel braccio di ferro tra la Russia di Putin e l’Ucraina in rivolta. Sì, perché prima del G8 e della decisione dei grandi della Terra di partecipare o meno, la città di Sochi, dal 7 al 16 marzo, ospiterà le XI Paralimpaidi.

Circa 700 atleti provenienti da 50 Paesi cercheranno di vincere una medaglia in uno dei cinque sport previsti: sci alpino – che comprende anche lo snowboard, nuova disciplina olimpica – sci di fondo, biathlon, hockey su ghiaccio e curling in sedia a rotelle. Sono proprio i riders la novità da tenere d’occhio. La maggioranza degli atleti che compiono straordinarie acrobazie con la tavola hanno protesi agli arti inferiori e bisogna dare il merito al comitato organizzatore russo, che ha accettato parecchi anni dopo la firma del contratto con il Comitato Paralimpico Internazionale (IPC) la proposta di quest’ultimo ad accogliere lo snowboard tra le discipline delle prossime Paralimpiadi.

La squadra italiana si presenta con 34 atleti più una guida che si cimenteranno in quattro discipline. Solo quattro le donne. Occhi puntati sulla Nazionale Italiana di Ice Sledge Hockey – Campione d’Europa in carica – la quale promette di dare battaglia.

I luoghi delle gare e i servizi saranno gli stessi dei Giochi Olimpici da poco conclusi. Tutte le infrastrutture erano state progettate tenendo conto delle esigenze delle persone con disabilità. I villaggi paralimpici sono tre. Quello costruito in città, dedicato agli sport sul ghiaccio, alloggerà gli atleti in 16 palazzine che dopo i Giochi resteranno come eredità residenziale al territorio. In montagna sono stati costruiti invece altri due villaggi. Uno, il più grande, ospiterà gli atleti di sci alpino/snowboard, l’altro quelli dello sci nordico/biathlon.

Al di là dell’agonismo e della competizione, le Paralimpiadi sono, di anno in anno, un’occasione per accendere i riflettori sul mondo dello sport e della disabilità. Dopo ogni competizione olimpica, infatti, aumenta il numero di giovani con handicap che si avvicina a qualche disciplina sportiva. L’augurio è che Sochi ripeta questa tendenza.

Tuttavia, l’evento promette di non essere solo sportivo ma ricco di implicazioni sociali e politiche. Il ministro norvegese, Bent Høie apertamente gay e sposato con un uomo, guiderà la delegazione del suo paese ai Giochi. Høie ha annunciato che presenzierà insieme al marito. I due, nonostante la legge contro la propaganda gay, non hanno nessuna intenzione di assistere all’evento separati. Non ci rimane altro che accendere il televisore e gustarci lo spettacolo.

Fonte: west-info

7/03/14 7:40 PM , da admin